Lo spettacolo
KIRETSU (dal giapponese “crepa”, “frattura”) nasce da una riflessione sulla vulnerabilità come punto di forza. Ispirandosi alla filosofia del *Ma* (“lo spazio tra le cose”) e alla pratica del KINTSUGI (“l’arte di riparare le ferite con l’oro”), la performance mette in scena nove corpi all’interno di una struttura in tensione: una trama di fibre che attraversa lo spazio scenico come un muscolo vivo.
In un mondo che vede la rottura come fallimento, Kiretsu propone una visione opposta: la crepa non via nascosta, ma celebrata come memoria visibile del cambiamento. Le parole degli attori, frutto di una scrittura collettiva, si intrecciano a una partitura fisica estrema fatta di contrazione, resistenza e nuovi equilibri.
L’esperienza immersiva
l’originalità della messinscena coinvolge direttamente lo spettatore anche nella disposizione spaziale: il pubblico sarà diviso in due comunità che si osserveranno da lati opposti del teatro (platea e palcoscenico), separate e unite dall’organismo centrale di corde. Quando la struttura si incrina realmente, il confine tra attore e spettatore sfuma: il pubblico sarà chiamato, attraverso un gesto silenzioso con fili dorati, a partecipare alla nascita di una nuova tessitura collettiva.
Note di Regia
“Kiretsu è un indagine sul vuoto tra i corpi” spiegano le note di regia della compagnia. “Abbiamo lavorato sull’immagine del muscolo che, sottoposto a sforzo, si microfrattura per rinforzarsi. Non cerchiamo la rappresentazione psicologica, ma una dinamica organica. La rottura non è il collasso del sistema, ma l’apparizione di uno spazio nuovo. Non è la frattura a trasformarci, ma lo spazio che essa apre.”
L’appuntamento segna il culmine di un anno di ricerca per la Compagnia La Ribalta, confermando la vocazione del teatro salernitano per i linguaggi contemporanei e l’innovazione scenica.