Mese: Marzo 2024

Il gioco delle parti, tra thriller e il dramma

Domenica, 24 marzo, alle 19 ritornano a trovarci I Pappici per la rassegna I Diversi Volti del Teatro. La compagnia salernitana debutterà con lo spettacolo “Il gioco delle parti” per la regia di Rosita Sabetta. Un thriller che vi farà dubitare continuamente delle vostre certezze e vi porterà a cercare una traccia, un indizio, un appiglio a cui aggrapparsi per risolvere l’enigma.

IL GIOCO DELLE PARTI, TRA THRILLER E IL DRAMMA

Il gioco delle parti è uno spettacolo in chiave Hitchcockiana. Coniuga contemporaneamente due generi: il thriller e il dramma. Se inizialmente la storia appare lineare (caratterizzata dalla tenerezza) man mano che si va avanti con la vicenda ci si rende conto che nulla è come sembra. Gli stessi personaggi si troveranno a vivere e vestire i panni di qualcun altro, senza riuscire ad identificare quale è la realtà dei ruoli sino alle ultime battute conclusive. Solo alla fine un ultimo colpo di scena farà scoprire chi è cosa e perché ci si ritrova improvvisamente tutti chiusi in un’unica stanza.

L’ENIGMA PER IL PUBBLICO

Tra continui colpi di scena e inversioni di ruoli, Il Gioco delle Parti vi terrà sospesi come equilibristi sul filo della follia, alla ricerca di una sconvolgente e inattesa verità. Tanti gli indizi che vengono dati allo spettatore che si troverà a ricomporre un puzzle senza riuscire a vedere l’immagine finale, che verrà svelata solo sul concludersi della storia, una rivelazione liberatoria ed agghiacciante.

LA TENSIONE CRESCENTE

Lo spettacolo si caratterizza per una tensione emotiva crescente, sia da parte del pubblico che da parte degli attori che data dall’enorme concentrazione richiesta affinché si possa mantenere la veridicità dei singoli personaggi che di volta in volta si è chiamati ad interpretare. Tutte credibili e tutte paradossalmente inverosimili.  

Per info e prenotazioni 329 216 7636

Una magica avventura: Nessun posto è bello come casa mia

Il Teatro La Ribalta di Salerno si prepara a riaccendere le luci per accogliere i suoi spettatori più giovani con la tanto attesa rassegna “Piccole Emozioni“. Domenica 10 marzo c’è un’avventura straordinaria con “Nessun posto è bello come casa mia“, proposto dalla compagnia teatrale La Ribalta di Salerno.

LIBERAMENTE ISPIRATA AL CLASSICO “IL MAGO DI OZ”

Liberamente ispirata al classico “Il Mago di Oz“, la storia prende vita grazie alla regia di Valentina Mustaro. La trama segue le avventure di un gruppo di piccoli protagonisti in cerca di un luogo speciale che ognuno di noi porta nel cuore: casa. Attraverso ostacoli, incontri insoliti e momenti di paura; i nostri eroi impareranno il valore dell’amicizia, dell’accettazione di sé e degli altri e la forza insita nei propri sogni.

LE AVVENTURE DI DOROTHY

Le avventure della piccola Dorothy in un mondo fantastico in cui è stata trasportata da un ciclone. In compagnia di tre simpatici amici, il leone, lo spaventapasseri e l’omino di ferro, la protagonista sconfiggerà una brutta strega e conoscerà la verità sul misterioso mago di Oz.

PRE-SHOW: SAREMO ALBERI E BABY PLANET

Le tre repliche, previste per le 11:00 – 17:00 – 19:00, saranno introdotte da letture animate a cura della Libroteca Saremo Alberi o momenti di intrattenimento e animazione a cura della ludoteca Baby Planet.

Per info e prenotazioni: 329 216 7636

Workshop biomeccanica ed improvvisazione teatrale con Claudio Spadola

Workshop biomeccanica ed improvvisazione teatrale diretto da Claudio Spadola con la direzione artistica di Valentina Mustaro

Il 2024 al Teatro La Ribalta di Salerno, affiliato FITA, parte sotto il segno della formazione, tassello fondamentale per un attore e troppo spesso accantonato. Laboratorio di Biomeccanica teatrale e improvvisazione, sarà questo il titolo del workshop guidato dal Maestro Claudio Spadola dal 15 al 17 marzo in via Salvatore Calenda, 98 (SA).
La tre giorni, si concentrerà sulla Biomeccanica Mejerchol’d, insegnata nelle principali scuole teatrali di tutto il mondo perché fa apprendere all’attore i fondamenti dell’arte dell’attore partendo dal movimento scenico e dal training fisico.

Il corpo non dice bugie

Qualsiasi posizione del corpo, portamento, gesto, movimento del viso, è espressione di uno stato d’animo che gli corrisponde. Ogni atto permette un utile coinvolgimento emotivo se si è allenati a percepire queste corrispondenze, quindi, si è in grado di ricrearle. Tutto questo comporta la formazione di un corpo allenato a livello psicofisico, sola garanzia di un coinvolgimento efficace delle emozioni oltre che di un’espressività e di una suscettibilità emotiva che partono proprio dalla meccanica del corpo dell’attore e quindi utilissime per la recitazione. C’è un’eredità diretta della pratica e dei principi della biomeccanica teatrale che va da Mejerchol’d fino agli ultimi maestri (Karpov e Bogdanov) di cui Claudio Spadola è stato assistente in Italia e allievo all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Mosca (GITIS).
Il laboratorio permette di sviluppare la Biomeccanica di Mejerchol’d con gli esercizi degli altri maestri del cosiddetto metodo dall’esterno: il metodo di Stanislavskij delle “azioni fisiche” e gli esercizi del Metodo Michail Cechov (fondatore di numerosi Actor’s Studio nel mondo dopo esser stato il più grande attore di Stanislavskij). Questi esercizi fanno perno sul grande potere dell’immaginazione per un’improvvisazione che, rimanendo ancorata alla meccanica fisica della memoria del corpo e dell’organicità dell’attore biomeccanico, non rischia di perdersi in chiacchiere o stereotipi mentali e, rimanendo credibili, permette di improvvisare i più disparati personaggi e qualsivoglia situazione drammatica.

Per info e prenotazioni: 089 9958245 – 329 2167636

Qualche info in più sul Maestro Claudio Spadola

Claudio Spadola come attore ha lavorato con maestri come Franco Zeffirelli, Mario Missiroli, Piotr Fomenko, Eimuntas Nekrosius, Dario Fo, Luigi Proietti, Maurizio Scaparro; solo per citarne alcuni.
Diplomatosi al Laboratorio diretto da Luigi Proietti, si è laureato con la tesi La Biomeccanica di Mejerchol’d e i suoi sviluppi all’Accademia d’Arte Drammatica di Mosca (GITIS) dove si è specializzato. Ha studiato per 2 anni all’Atelier di Regia condotto da Eimuntas Nekrosius per la Biennale di Venezia. È stato per 5 anni allievo di Dominique De Fazio (collaboratore di Lee Strasberg all’Actors Studio di New York). Ha studiato le tecniche di Jertzy Grotowsky con Marek Musiak. Ha studiato drammaturgia con Dario Fo, Aldo Nikolaj e Giuseppe Manfridi.
Come pedagogo di Biomeccanica Teatrale, Improvvisazione e Recitazione è stato assistente di Nikolai Karpov, conduce Laboratori e Moduli Didattici per l’Università La Sapienza e per il DAMS di Roma, in varie scuole in Italia (European Union Academy of Theatre and Cinema – EUTHECA, Scuola Fondamenta/Cinecittà Campus, Accademia Internazionale di Arte Drammatica Teatro Quirino Vittorio Gassman – AIAD, Lazio InScena Progetto di Alta Formazione Professionale della Regione Lazio, ARtès diretta da Enrico Brignano, etc.) e all’estero, presso la Scuola Teatro Dimitri di Verscio e il CNT di Locarno. Ha insegnato Commedia dell’arte con Antonio Fava allo Stage Internazionale di Commedia dell’arte.
Come autore di saggi ha scritto tra gli altri Lezioni di Biomeccanica al GITIS di Mosca. L’eredità pedagogica di Mejerchol’d e, l’ultimo, Biomeccanica Teatrale. L’inaspettato della vita nella meccanica della recitazione (consultabili in http://www.palestradellattore.it/biomeccanica/testi-di-claudio-spadola dove si possono trovare interviste e testi anche pubblicati da Bulzoni).